Fondazione Luciano Bertacchini

Biografia

Luciano Bertacchini nasce a Bologna il 10 settembre 1913.
Studia all’Accademia di Belle Arti della sua città e vi si diploma. Ha per insegnanti Virgilio Guidi e Giorgio Morandi.
Pittore e critico d’arte ha collaborato a quotidiani, riviste e, costantemente, alla RAI-TV.
Ha partecipato a mostre di rilievo in Italia e all’estero.
Si spegne, all’età di 97 anni, a Bologna, all’alba di domenica 3 ottobre 2010.
Sue opere si trovano in importanti Gallerie d’Arte e Raccolte private.



1913-1934

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Luciano Bertacchini nasce a Bologna.
La madre è bolognese; il padre, nato a Molinella, in Provincia di Bologna, muore nel 1920 per infezione tetanica.
Nella famiglia della madre, dove mamma e figlio sono accolti, non vi sono possibilità di consentire lunghi studi; perciò, seguendo consigli di amici più che sue inclinazioni innate per discipline e tecniche professionali, viene iscritto, dopo la settima elementare, all’istituto Industriale “Aldini Valeriani” dove si diploma nel 1930.
Si succedono varie fasi e situazioni di lavoro che gli permettono di frequentare i corsi serali dell’Accademia diretta dal prof. Giuseppe Regazzi, scuola libera d’arte dove incontrerà – fra gli allevi dei corsi diurni – Mandelli, Minguzzi e altri artisti che lasceranno una traccia entro e anche oltre i confini della vita artistica bolognese.
Nel 1934 sostiene con buoni risultati, come privatista, gli esami di maturità artistica.
Raggiunto tale traguardo comincia a lavorare per l’Amministrazione Comunale e a frequentare l’Accademia di Belle Arti.

1935-1940

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Le vicende militari concorrono, a fasi alterne, ad interrompere gli studi e l’iniziale attività pittorica dell’artista.
Nel 1935, con la guerra in Etiopia in atto, Bertacchini frequenta a Fano il corso semestrale per allievi ufficiali.
Dopo vari trasferimenti giunge, con un provvisorio congedo, il ritorno al lavoro alternato alla frequentazione dei corsi d’Accademia e alla preparazione per la carriera didattica, nelle ore serali.
Nel 1936 ottiene l’abilitazione all’insegnamento.
Nel 1938 si iscrive al corso di “Pittura” presso l’Accademia di Belle Arti, dove ha per insegnanti, tra gli altri, Virgilio Guidi e Giorgio Morandi.
Nel marzo 1940 un nuovo richiamo militare lo porterà fuori Bologna per due mesi.

1941-1945

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Nel 1941, rientrato nella sua città natale, ed espletato un incarico di insegnamento, a guerra inoltrata, viene richiamato alle armi.
Comincia così un difficile periodo di peregrinazioni, dovute agli eventi bellici ai quali partecipa, che lo porta lontano da Bologna e dall’Italia per lungo tempo.
Fra la fatidica data dell’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, si nasconde nella campagna marchigiana, trovando ospitalità presso vari insediamenti colonici nelle località di Filottrano, Osimo, Santa Maria Nuova; la familiarità acquisita con questi luoghi lo segnerà per sempre.
Il 25 settembre 1943, Bologna subisce pesanti bombardamenti aerei che distruggono anche la sua casa natale; successive incursioni annientano, in via delle Lame, la sua abitazione e quella della madre, dove sono raccolti i ricordi personali insieme ai primi lavori.
Nel 1945, rientrato a Bologna, scampa rocambolescamente ad una fucilazione già sentenziata dai gruppi partigiani quando viene inopinatamente scambiato per un ex gerarca fascista e perciò arrestato in una trattoria dove si era fermato insieme ad altri reduci. L’abbraccio con Luciano Minguzzi, facente parte del Comitato di Liberazione, chiarì lo scambio di identità.
Nel 1945, finita la guerra, riprende gli studi presso l’Accademia e comincia un’attività di insegnamento serale.; occupa infine a Ferrara la cattedra vinta, nel frattempo, per concorso.

1946-1950

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Nel 1946 si diploma nel corso di “Pittura” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, insieme a Leone Pancaldi e Gino Gandini, con il quale stringerà profondi rapporti di amicizia e frequenterà, a Burano, il gruppo di pittori ospiti di Casa Moggioli, frequentanto, tra gli altri, Semeghini, Vellani Marchi, Giuseppe Novello.
Dal 1948 al 1950 soggiorna a Salò, a seguito di un trasferimento didattico; sulle rive del lago dipinge una serie di “paesaggi gardesani”.
Nel 1950 si sposta a Verona.

1951-1955

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Nel 1951 a Verona allestisce una delle sue prime mostre personali presso la “Galleria Il Cappello”. In questa città ama frequentare il caffè dove si riuniscono diversi pittori veronesi. Stringe amicizia con Orazio Pigato, con cui si reca a Chioggia in cerca di paesaggi da dipingere.
Nell’autunno del 1951 si trasferisce a Bologna per insegnare presso la scuola media “Guido Reni”, dove rimarrà per due anni.
Nel 1952 sposa Lea Draghetti, da cui avrà tre figli: Alessandro, Giovanni Battista, Benedetta.
In questo periodo esegue “nature morte” e “paesaggi”, alcuni di questi vengono esposti, nel 1953, alla mostra dal titolo Pitture di Corrado Corazza e Luciano Bertacchi, presso la “La Galleria alla Scaletta” di Bologna.
Nel 1953 partecipa al Premio Casalecchio, dove si classifica al secondo posto.
Intanto prosegue l’attività di insegnamento con un trasferimento a Faenza (Ravenna), dove gli viene affidata la cattedra di “Disegno e Storia dell’Arte”presso il locale Liceo Scientifico.
Nel 1954 si infittiscono le presenze in varie e significative mostre collettive: Bari, Verona, Parma, Bologna.
Stringe rapporti di amicizia con Giuseppe Donati, in quel di Numana (Ancona), e con Oscar Govoni, con i quali affronterà numerosi viaggi operosi.
Nel 1954 l’attività pittorica viene integrata da quella di pubblicista, svolta in particolare per il quotidiano l’Avvenire d’Italia, al quale Bertacchini presterà collaborazione sino al 1978.
Contemporaneamente, riceve l’incarico di “critico d’arte” per il giornale regionale della RAI, ruolo che rivestirà sino al 1995, e che gli consentirà di avere importanti contatti e rapporti con Enti e Amministrazioni comunali di tutta Italia quale esperto d’Arte.

1956-1957

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Nel 1956 è presente al premio Francavilla (Chieti), dove ottiene un “premio acquisto” nell’edizione vinta da Bruno Saetti.
Espone le sue opere presso il Palazzo del Podestà di Bologna, alla seconda edizione della Mostra d’Arte Contemporanea, e al Premio di Pittura Casalecchio, dove ottiene il primo premio ex-aequo con Vittorio Mascalchi.
Nel 1957 presso la “Galleria La Cruna” di Novara, si allestisce la mostra Luciano Bertacchini – Gino Gandini.
A Modena, presso la “Saletta”, e a Ferrara, presso la “La Galleria Cosmè”, si allestiscono due importanti mostre personali.
Nello stesso anno è da segnalare ancora – tra le altre – la presenza dell’artista all’ottava edizione del Premio città di Terni presso il Palazzo delle Esposizioni, dove gli viene assegnata la ‘Medaglia d’Oro della Presidenza del Consiglio dei Ministri’ per l’opera ‘Paesaggio Toscano’.

1958-1960

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Nel 1958 Interviene, ricevendo larghi consensi, a numerosi premi e rassegne, tra cui il I Premio del Comune di Bologna e la III Biennale d’Arte Sacra.
Partecipa inoltre al concorso di pittura intitolato Borgomanero. In una nota di cronaca, Gandini e Bertacchini vengono considerati ‘i vertici dell’evento’.
Nel 1959 Espone in numerose mostre, anche di livello internazionale.
A Rimini è presente al noto Premio Morgan’s Paint.
Figura alla Rassegna d’autunno al Salone del Podestà in Bologna insieme ai migliori artisti bolognesi di diverse generazioni, da Carlo Corsi a Ilario Rossi, da Norma Mascellani a Ciangottini, Vacchi e Mascalchi, da Pizzirani a Ghermandi.
A Cuveglio, in provincia di Varese, partecipa alla rassegna Aspetti della Valcuvia, dove gli viene assegnato un ‘Premio acquisto’. Alla stessa rassegna, due anni più tardi, vincerà il ‘Primo premio’.
Nel 1960 è chiamato a esporre in una collettiva intitolata Pittori e incisori di Bologna presso la “Galleria La Verritrè” do Milano. A Bologna viene presentato da Franco Solmi nel contesto di una mostra intitolata Artisti contemporanei. Ad Ancona, in occasione della IV edizione del Premio Marche riceve il ‘Premio acquisto’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
L’attività didattica prosegue con un trasferimento dal Liceo di Faenza all’Istituto Magistrale ‘Albini’della sua città natale. Dal 1960 al 1980 trascorrerà buona parte delle estati a Montepiano, nell’Appennino tosco-emiliano, dove si ritira a dipingere e dove ha occasione di frequentare, tra gli altri, l’amico Bruno Saetti.

1961-1964

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Continua a partecipare a importanti rassegne.
Nel 1961 partecipa a due importanti eventi di rinomanza nazionale: la XI Mostra Nazionale Golfo della Spezia e la Esposizione Nazionale d’Arte presso il Circolo Artistico Politecnico di Napoli.
Nel 1962 partecipa, tra gli altri, agli eventi intitolati Il nostro Po a Piacenza e il I premio di Pittura città di Correggio.
Nel 1963, a Bologna, interviene alla Mostra d’autunno presso il Palazzo del Trecento. A Gardone Riviera, la II edizione del Premio Gabriele D’annunzio , gli riconosce il ‘Primo Premio’, ex-aequo con Adriano Spilimbergo.
Nel 1964, tra le numerose partecipazioni gratificate da vari riconoscimenti, va segnalata quella al Premio di Pittura Città di Thiene.

1965

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Nonostante qualche problema di salute che lo porta lontano dal lavoro per alcuni mesi, riesce ad esporre in alcune significative rassegne. Da menzionare il Premio Peschiera, dove gli viene assegnato il ‘Primo premio’.
A titolo di solidarietà, e a sostegno dell’intervento al cervello affrontato, gli sono affettuosamente vicini, con una donazione di loro opere, che documenta anche la stima nei suoi confronti, molti importanti artisti; fra gli altri V. Bendini, G. Ciangottini, C. Corsi, P. A. Cuniberti, L. De Vita, Q. Ghermandi, G. Korompany, C. Leoni, P. Manaresi, P. Mandelli, U. Mastroianni, M. Nanni, G. Pizzirani, C. Pozzati, G. Romagnoli, S. Romiti, I. Rossi, S. Pozzati, C. Tomba.

1966-1968

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Nel 1966 partecipa, insieme a Mandelli, Corazza e altri pittori emiliani, a una mostra intitolata Paesaggio bolognese, presso la “Galleria Caldarese”. Tra gli altri eventi che lo vedono protagonista nell’anno è da segnalare la III edizione della rassegna Hotel delle Nazioni a Ferrara, in cui gli viene assegnata la ‘Medaglia d’Oro della Camera di Commercio’.
Nel 1967 allestisce una personale a Faenza (RA), nella “Galleria La Pavona”. Nello stesso anno, tra le altre, si menziona la partecipazione al VII Concorso Nazionale di Pittura dell’Appennino Reggiano a Castelnovo Monti, dove vince il ‘Primo premio’ ex-aequo.
Nel 1968 Renzo Biason presenta una vasta personale di Bertacchini a Udine, presso il Palazzo Keckler. Nello stesso anno partecipa al Premio Nazionale di Pittura Città di Thiene, dove gli viene assegnato un ‘Premio acquisto’.

1969-1973

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Nel 1969 partecipa alla XVII edizione della Biennale internazionale il Fiorino, a Firenze. L’Associazione ‘Pro-Loco’ di Brisighella (Ravenna) promuove una serata in suo onore nella quale gli offre una medaglia d’oro a ricordo.
Nel 1970 partecipa alla rassegna nazionale di pittura figurativa Premio Vasto. Insieme all’amico Oscar Govoni si reca a Parigi.
Nel 1971, a Bologna, nella “Galleria San Luca”, è tra gli artisti presenti alla mostra d’arte per il premio di poesia dedicato a Gaetano Arcangeli.
Nel 1972 lascia l’insegnamento, si può così dedicare a tempo pieno alla pittura. Gli impegni ed i riconoscimenti non mancano. Con il dipinto ‘Piazzale sul mare’ viene premiato nella Rassegna di pittura Città di Prato. Nello stesso anno è inoltre invitato a partecipare ad esposizioni collettive e ad allestire una sua personale presso il “Circolo degli Undici” a Reggio Emilia.
Nel 1973 è tra gli artisti presenti alla rassegna Artisti bolognesi del XX secolo, curata con rigoroso criterio selettivo da Franco Solmi a Sasso Marconi, nei pressi di Bologna. Partecipa inoltre alla VII Rassegna della Grafica Contemporanea, promossa dal “Centro Internazionale della Grafica” a Venezia, e riceve il ‘Primo Premio di Pittura Città di Villadossola’.
Nello stesso anno ricompare alla XIX edizione della Biennale Internazionale il Fiorino, a Firenze, consegue il ‘Secondo premio’ al concorso di Borgo d’Ale (Vercelli), espone alla “Galleria La Salina” di Finale Emilia, in provincia di Modena.

1974-1979

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Nel 1974 partecipa ad alcune mostre collettive ma, soprattutto, allestisce una personale a Domodossola (Novara), nella “Galleria il Vertice”.
Nel 1976, presso il Palazzo Japelli a Piove di Sacco (Padova), si organizza la mostra Omaggio agli artisti Bertacchini, Stefani e Travaglia, presentata da Paolo Tieto.
Una personale si allestisce invece a Castelnovo nei Monti, nell’Appennino reggiano, presso la “Galleria Il centro”.
Nel 1977 riceve il premio nazionale ‘Gaudenzio Ferrari’ per opera di una giuria composta, fra gli altri, da Raffaele De Grada e Gastone Breddo.
Nel 1979 riceve importanti riconoscimenti.
Presso la “Casa dell’Arte” di Sasso Marconi, Bologna, si espongono sue opere nella mostra Protagonisti a Bologna da Morandi a Romiti.
Le sue opere sono presenti a Bologna, presso il “Centro d’Arte Studio Cinque”, alla rassegna Presenza grafica bolognese nel dopoguerra, e a Modena, presso l’ “Old Gallery”, all’interno della mostra Visioni dell’Emilia Romagna, presentata da Ugo Bellocchi.
La “Saletta Galaverni” di Reggio Emilia gli dedica una mostra personale, con la presentazione di Luciano Minguzzi.

1980-1985

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Nel 1980 partecipa per l’ultima volta a una rassegna a premi, quella di Cerreto Laghi, nell’Appennino reggiano, dove gli viene assegnato il ‘Primo premio’.
Presso il “Centro Tori” di Sassuolo (Modena) si allestisce una mostra intitolata Pittura Scultura e Grafica dei grandi maestri d’Arte. Le sue opere sono esposte insieme a quelle di Guidi, Guttuso, Messina, Sassu, Tamburi e altri artisti a livello internazionale.
Nel 1981 si allestiscono due mostre personali: una presso la “Galleria Emilia” di Modena e l’altra presso lo “Studio Otesia” di S. Agata Bolognese.
Si susseguono le mostre personali: nel 1982, a San Felice sul Panaro (Modena) nella “Galleria L’occhio”, nel 1984, a Marzabotto, nell’Appennino bolognese, presso l’omonima galleria del Comune.
Sempre nel 1984 è inoltre invitato a partecipare alla rassegna Disegno Emiliano che si svolge a Firenze, presso il ‘Centro Attività Visive Perseo’.

1986-1990

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Nel 1986, a Imola (Bologna), con la presentazione di Giorgio Ruggeri, presso la “Galleria Arte Centro”, si allestisce una vasta mostra personale.
Nello stesso anno ha inizio una lunga collaborazione con la “Galleria Marescalchi” di Bologna.
Costretto a lasciare il luminoso studio di via Montegrappa, ripiega su una stanza di via San Mamolo, alternando al lavoro nello studio quello sulle colline di Castel San Pietro e Dozza, nei dintorni di Bologna.
Nel 1988 è presente alla rassegna Artisti italiani del XX secolo – La generazione dei Maestri, a cura di Franco Solmi, organizzata sotto l’egida dell’istituto Italiano di Cultura a Lima (Perù).
Nel 1989, il Comune di Crevalcore, nel bolognese, gli dedica un’importante mostra personale intitolata Gli altipiani del cuore.

1991-1994

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Nel 1991, a Catania, in collaborazione con la “Galleria Marescalchi” di Bologna, la “Galleria il cortile” presenta una mostra personale, con il commento di Franco Basile.
Nel 1992, oltre a varie collettive, si segnala una mostra personale a Faenza (Ravenna), presso la “Galleria Baccarini”.
Nel 1994 il dipinto ‘Porto Adriatico’ viene esposto a New York, nella mostra Bologna – New York Sessantartsiti curata da Adriano Baccilieri.
Nello stesso anno la “Galleria Marescalchi”, che nelle due sedi di Bologna e Cortina presenta da tempo sue opere, pubblica un catalogo dell’artista curato da Franco Basile.

1995-2000

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Nel 1995 è presente nella mostra Figure nel tempo, a cura di Beatrice Buscaroli, presso la “Galleria Fossalta” di Bologna. In questa esposizione figurano, tra gli altri, N. Bertocchi, L. Colliva, C. Corazza, C. Corsi, F. Giacomelli, G. Pizzirani, A. Protti, G. Romagnoli, I. Rossi, B. Saetti, S. Vacchi.
Nel 1996, a Conegliano Veneto, la “Galleria Tiziano” presenta, in collaborazione con la “Galleria Marescalchi” di Bologna, la mostra Le nature morte di Luciano Bertacchini.
Nello stesso anno è presente a Bologna, presso l’Accademia ‘Cattani’, nella II rassegna Pittura bolognese del ‘900.
Negli anni dal 1997 al 1999 aderisce ad iniziative promosse da Amministrazioni Comunali o Enti donando sue opere in occasione di importanti manifestazioni, quali il XXIII Congresso Eucaristico Nazionale o la mostra celebrativa dedicata alla memoria dello scomparso amico Capparmari, organizzata a Osimo (Ancona).
Nel 1998, Valerio Grimaldi, inserisce Bertacchini, nel periodico Alla Ribalta, nel novero dei maestri della pittura bolognese alle soglie del 2000 dove ricorrono fra gli altri i nomi di Pompilio Mandelli, Giovanni Ciangottini, Aldo Borgonzoni.
Dopo la cessata attività di collaborazione con la RAI continua a scrivere articoli su fatti d’arte, artisti e gallerie e continua a fare parte della redazione della rivista del “Centro San Domenico” di Bologna I Martedì.
Nel 2000, a Bologna, in occasione di una mostra personale presso la “Galleria Stefano Forni”, viene presentata la monografia Bertacchini, col patrocinio del Comune di Bologna, a cura di Adriano Baccilieri e presentazione di Eugenio Riccomini.

2001-2010

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Nel 2003, a Vignola (Modena), presso il Centro Documentazione d’Arte Contemporanea Galleria “J. Barozzi” presenta una mostra personale. Lo stesso anno espone anche a Budrio (Bologna) con oltre 70 oli, nella chiesa di Sant’Agata, su invito dell’amministrazione comunale.
Nel 2004 si propone a Dozza (Bologna), presso la Rocca sforzesca e la Galleria d’Arte Atrebates.
Nel 2006 è presente a Monzuno (Bologna) per un affettuoso omaggio al maestro Gagliardi.
Continua ad essere presente nelle giurie di concorsi di pittura a livello nazionale.
Nel 2008 riceve la medaglia celebrativa per i 50 anni di iscrizione all’ordine dei giornalisti.
Nella primavera 2010, il comune di Bagnara di Romagna (Ravenna) gli rende omaggio allestendo una mostra personale presso la “Rocca Sforzesca”.
All’alba di domenica 3 ottobre 2010, all’età di 97 anni, si spegne a Bologna, nella sua abitazione di via del Piombo 4.
Viene sepolto nel piccolo cimitero di Dozza Imolese (Bo) affacciato sulle colline che tanto amava dipingere.

Fondazione Luciano Bertacchini - Via del Piombo 4, 40125 - Bologna
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Fotografia di Alessandra Lanfredi - Credits: AmBios - Ubi Web